L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 02:36
sabato, ottobre 10, 2009


LIFE IS FOR LIVING
 
Piccola mia..
 
Per te cominciai a scrivere, tanti anni fa. Non eri neanche in viaggio, tua mamma era solo una bella e calda luce che una volta aveva scaldato il mio inverno, e niente più.
 
Ma già ti pensavo. Tra una baldoria e l’altra, nell’incoscienza e devastazione, nel dolore, nelle terribili albe lavorative in autostrada verso l’aria condizionata di qualche ufficio in una città come tante altre, tu facevi capolino, come un messaggio subliminale. Ci mettevo sempre un po’ a focalizzarmi su di te, ma eri bellissima, già allora..
 
Che strana la vita. Guarda dove sei andato a trovare l’amore, mi ha detto il tuo nonno, arrivato con me dall’altra parte del suo mondo. Così. Le cose belle le cerchi con il cuore. Quasi mai col cervello. Che triste sarebbe un mondo logico! Così è stato, e così sarà per te, piccola mia, nonostante ciò che vorrai. Pensa: Senza una casa, senza una donna fissa, con un lavoro precario. Io cercavo Te..
 
E così ti regalo questo. Chissà quando lo leggerai. A 18, 16, 14 anni..hai fretta già adesso che non parli ancora! Ti regalo questo, e mi faccio un regalo anch’io in una delle tante mie notti di veglia. Stavolta non è la tua fame, sete, sonno, tosse, otite, a non farmi dormire. C’è una casa con un tubo che perde e ho ancora 6 ore prima che faccia mattina e arrivi un idraulico a togliere l’acqua e ripulirmi il portafoglio…
 
L’amore è prima di tutto fisico, piccina mia, e diffida di quelli che fan finta di scandalizzarsi nel sentirselo dire. E’ sempre meraviglioso quello con la mamma, ma non l’avrei mai immaginato così con te. Fisicamente mi manca il contatto con la tua pelle profumata di buono, con i batuffoli dei tuoi capelli quando sono lontano, e il tuo cercare il mio respiro e il battito del mio cuore, che ti sorreggono e traghettano nel tuo viaggio verso il mistero dei tuoi sogni. Come è fisico il dono di me stesso a te, che rinnovo con gioia ogni giorno che nasce, e pure in questo, che non finirà fino a domani!
 
Quando dai tutta te stessa, amore, non puoi avere rimpianti. Mai.
 
Tante cose son successe, piccina, e tante ne succederanno. A Gennaio arriva un altro angelo a farti compagnia e noi siamo felici, a modo nostro. Scrivo così perché è dura in questo periodo assurdo e importantissimo tra lavoro, case da vendere e da acquistare, poche sicurezze in un momento in cui ne servirebbero molte di più, parte della famiglia lontana troppo per mani e occhi ma troppo poco per la nostra testa e i nostri cuori, parte di famiglia che sta male, e non resta che pregare.
 
Quindi a volte dobbiamo soffermarci e ricordarci che il momento che stiamo vivendo è un momento felice, e irripetibile. E’ così quando si fa una grande cima, non quelle salite per scaldare le gambe, ma LA cima, quella che magari ci salverà la stagione, per la quale ci siamo allenati fisicamente e mentalmente per tanti mesi. Quando sali quelle montagne sei troppo concentrato per soffermarti sulla magnificenza che ti circonda. Lo farai dopo, riponendo zaino e scarponi nel bagagliaio della macchina, risvegliandoti da un sogno adrenalinico e regalandoti un gran sorriso!
 
Solo gli incoscienti e i saggi riescono a soffermarsi sulla bellezza della salita e della fatica, senza mai pensare a cima e discesa. Cerca di farlo anche tu. E’ essenziale!
 
Scrivo di montagna a te, perché la mamma non vuol sentir ragioni…Non posso che capirla e la sua apprensione la rende ancora più dolce. Ma la mia è una passione e alla passione, come ti ho già detto, do tutto me stesso.
 
Ama la vita e l’amore e le montagne, piccola mia, sempre. Cerca la cima e sali con stile, correttezza e onestà, solo così avrai le gioie maggiori.
 
Buona notte piccola mia, adesso chiamo i pompieri…
 
A presto!

il tuo papà
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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 17:04
mercoledì, aprile 08, 2009

ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI

Sull’elenco telefonico di Los Angeles appena aperto, c’è una frase:

«Ci saranno sempre terremoti in California».

A seguire, tutte le istruzioni su come comportarsi: tenere a portata di mano torce e radio con batterie, una valigetta con il materiale minimo di pronto soccorso, dieci litri d’acqua.....Certo, tutto ciò non basta quando la terra, per usare la frase sentita ieri ad Onna in bocca a una ragazzina che trema come una foglia al ricordo, «comincia a sbattere come la coda di un drago impazzito». Ma i morti sì, possono essere limitati. I danni sì, possono essere contenuti, quando le case sono costruite con i progetti giusti e gli accorgimenti giusti e i materiali giusti. E nessuno dovrebbe saperlo meglio di noi italiani.

Non riesco a comprendere l’essere orgoglioso, di cosa?. Una scossa che in america o giappone non avrebbe fatto niente,qui ha raso al suolo interi paesi e ucciso un centinaio di persone. Perché?. Perché non si sono mai rispettate minimamente le regole e la natura, siamo il paese dei furbetti. Abbiamo costruito case con materiali scadenti e in maniera abusiva,cavandocela con i condoni. E ci stupiamo quando la natura ci ricorda che non la si può prendere in giro?.

C'è un ospedale (il San Salvatore) costruito solo 10 anni fa completamente fuori uso! Chi paga per questo?

Ora vorrei sapere con quale faccia Bertolaso insiste nel dire che i terremoti non si possono prevedere, con quale faccia si dica che non è il tempo delle polemiche, quando in un evento così annunciato, e non solo da Giuliani, ma da uno sciame sismico ininterrotto che durava da mesi, siamo alla conta dei feriti, di centinaia di persone sotto le macerie ancora irraggiungibili, e più di 250 morti.

Una conta destinata a salire, ma senza polemiche, per cortesia.

Chi lo denuncia Bertolaso, adesso?.

Non so VOI ma io mi sono rotto di vivere nel paese delle eterne emergenze.

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 16:18
venerdì, novembre 14, 2008

PERCHE' CARLA BRUNI MI STA SUL CULO

...Perchè al pari della sua amica Monica Bellucci è più vuota di una scorreggia

...Perchè al pari della sua amica Monica Bellucci non è capace di far nulla (al di fuori della camera da letto, evidentemente..)

...Perchè ha imparato in fretta la caratteristica più antipatica dei francesi: la merda sotto il naso

...Perchè il nome della sua nuova borsa afro che sta mettendo sul mercato è "township" (lo sai che era una township, troia ignorante? era un posto in cui bruciavano vivi i bimbi avvolgendoli nei copertoni e si moriva per la mancanza di un antibiotico...)

...Perchè questo tipo di persona si permette di dire che è contenta di non essere più italiana, e non che si vergogna dei politici italiani.

Sinceramente, da italiano incazzato e scandalizzato per la cialtroneria, arroganza e ignoranza dei miei politici, mi auguro che quando la signora Sarkozy rimetterà piede in Italia sia presa a sputi in faccia.

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 17:55
lunedì, ottobre 27, 2008

A VOLTE RITORNANO!

Tante, troppe cose...chissà che non riesca, prima o poi, a dare una ramazzata a questo sgabuzzino..

un pensiero mi ronza in testa:

SE VA AVANTI COSI' HO PAURA CHE QUANDO QUALCUNO ARRIVERA' E MI DARA' UNA PACCA SULLA SPALLA, DICENDOMI "BRAVO, HAI VINTO!", NON ME NE FREGHERA' PIU' UN CAZZO E MI SARO' DIMENTICATO TUTTO...

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 11:15
venerdì, aprile 11, 2008

Fingo di essere da Vespa (brrrr....)

e rispondo al post di Monsieur Dosto...

"Io auguro alla Sinistra italiana (arcobaleno, o monocolore, bicolore, tricolore...) di sapersi "rifondare" davvero, ritrovando le sue radici dalle quali deve ripartire per rinascere evolvendosi e trasformandosi in qualcosa di altro e che adesso, certamente, non è"...
Se veramente vuoi questo non puoi sicuramente votare quelli che hanno permesso da 15 ANNI a uno che in Svizzera non avrebbe trovato posto neanche come netturbino (per paura che rubasse la spazzatura) di G-O-V-E-R-N-A-R-E !!! E' questo il tranello, da cui dobbiamo uscire..Questa gente (Dalema, Fassino, Rutelli, LaTorre, Polito etc...) è in vita grazie a LUI (anche tu lo scrivi: quale altro motivo ci sarebbe di votarli)...viceversa, se non ci sono più loro, non c'è più lui (con una sola fottuta legge avrebbe smesso di esistere...)
Bisogna cacciare queste persone. Ho raggiunto la conclusione di provare più ribrezzo per loro (schifosi e luridi ipocriti e falsi, solidali a votare l'indulto per i vari furbetti e colletti bianchi, tutti in piedi ad applaudire Mastella quando citava NERUDA!!!), che per lui (pescecane e criminale di lungo corso)....
non andare a votare.
pensaci! pensateci!!

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 11:51
martedì, dicembre 11, 2007

Solidarietà, non beneficienza!
 
E’ un po’ che non ho tanto da dire qui, le cose da scrivere sono tante, ma ogni respiro libero lo dedico alla mia piccola creatura. Sarà bello lasciare qui una mia lettera a lei scritta ormai 5 circa anni fa. La aspettavo e gli parlavo già allora, senza saperlo.
 
C’è tanta roba da dire su di noi, io, mia moglie, Luna, le immagini delle mie scalate, ma oggi (purtroppo) rubo un attimo al mio lavoro per dire una cosa a cui tengo, tanto.
 
Mi ha ferito il cuore vedere quegli operai, la loro rabbia e disperazione. So che significa lavorare in quegli ambienti, ci ho messo il naso pure io (da fighetto universitario che doveva pagarsi le vacanze), cosa che consiglio a tutti i papà del mondo: mandateci i vostri figli, quando non vogliono più studiare.
 
Sfruttamento, collusioni, mafie, omertà, competizione e incentivi alla calunnia e alle spie erano cose di tutti i giorni, già nel 1995. Adesso dicono che la cosa sia cambiata.
 
In peggio.
 
Con il precariato, con le stock options e i premi produzione. Con l’assenza di piani e strategie di lungo periodo, che non siano la massimizzazione dei profitti ad ogni costo. Con lavoratori deresponsabilizzati e non formati (conseguenze perverse della Legge 40: la flessibilità genera disincentivi all’investimento per la formazione del lavoratore).
 
Bene, tutto questo si sapeva e faceva e fa schifo, lo sappiamo.
 
Ma quando accendo la Tv e su Tg5 vedo che si indice una sottoscrizione per le famiglie degli operai morti penso: è troppo.
 
Paghino, con la galera e con i soldi, tanti soldi, i dirigenti della Thyssen, paghi l’Inail, paghi Confindustria.
 
Montezemolo, dove sei?
 
Si fa sentire per bacchettare i fannulloni che ci tolgono 2 punti di PIL e per buttare fuori da Confindustria gli imprenditori che pagano il pizzo. L’abbiamo visto in questi giorni? Ha prestato la faccia per dire che queste cose fanno schifo, molto più dei fannulloni?
 
Perché non butta fuori da Confindustria quelli che non rispettano le normative di sicurezza?
 
E i giornali? (una notizia per i media-cani da riporto: esiste una legge, la 626, che funzionerebbe bene, se applicata)
 
E Pietro Ichino? E’ facile parlare sempre senza contraddittorio, vero?
 
QUINDI: NON TIRATE FUORI 1 EURO PER QUESTO TIPO DI SOTTOSCRIZIONI
 
Bisongna esigere, con ogni mezzo, solidarietà vera e concreta, non beneficienza. Quei morti non meritano anche questo!
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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 11:13
venerdì, settembre 28, 2007

LUNA...(PRIME IMMAGINI DALLA:::)

que pasaria si nunca muero, y no tuviera la oportunidad de nacer de nuevo??

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 10:50
martedì, settembre 11, 2007

V-DAY

Onorevole Casini,

mi scuso in anticipo per il linguaggio inappropriato delle prossime righe, porti pazienza, in fondo resto sempre uno dei suoi datori di lavoro (ahimè)..
trovo come minimo indegne le sue parole di ieri circa il V-day (come indegno e omertoso, da paese mafioso quale siamo, il silenzio-boicottaggio dei principali media circa una mobilitazione che ha raccolto centinaia di migliaia di persone in Italia e in tanti altri paesi del mondo). Le chiedo di rispettare la memoria di una persona intellettualmente onesta come Marco Biagi, da cui Lei avrebbe solo da imparare.
Passo ad un tono più informale per spiegarle meglio il concetto:

L'Italia e' un paese malato. Io sono spesso all'estero. Tanti ne parlano male. L'ho sentita parlare: hanno ragione. Uno dice "Questa automobile e' bella, ma questo color prugna e' inguardabile. Bisogna cambiare il colore". Subito inizia la logorrea sulla storia dell'automobile, sulla composizione fisica della luce, sulla percezione delle particelle nello spazio, sulla filosofia dei sensi, su cosa avrebbe detto Epicuro piuttosto che Enzo Ferrari. Cazzate. Casini capisci? Il problema non e' la democrazia italiana: il problema e' il tuo stipendio. Va tagliato. Il problema e' che tra dieci anni vedremo ancora la tua faccia in giro. Devi andartene prima. Come ha fatto Tony Blair. Come succedera' tra pochi mesi, per legge, all'uomo piu' potente della terra, il presidente americano. Come avverra' puntualmente per il primo ministro irlandese Bertie Ahern. Come avviene in Svezia e Danimarca. Devi tornare al lavoro. Ce l'hai un lavoro? Trovalo. Non voglio mantenerti tutta la vita. Alzarmi alle sei del mattino per pagarti l'auto blu. Non ne posso più. Il problema sono i tuoi colleghi pregiudicati in parlamento che fanno leggi che mi riguardano. Il problema sono i centenari al Senato che decidono per i figli della mia generazione: loro cento anni, i nostri figli quattro. Casini smettila di sproloquiare. Di parlare di democrazia a rischio, del fascismo che avanza, dell'antipolitica. Il problema e' semplice: no ai fuorilegge che fanno le leggi; no ai politici di professione senza scadenza di mandato; no all'indicazione dei candidati dalle segreterie dei partiti. Il mio candidato voglio sceglierlo io, non Buttiglione. Voglio decidere io chi mantenere per i prossimi dieci anni. E voglio un rigoroso controllo su cosa fa con i miei soldi. I miei soldi, Casini, i pochi soldi che guadagno io, in virtù di un contratto precario (sono precario dal giorno della laurea, 8 anni fa), senza certezze per me e la mia famiglia, per il presente e tanto meno per il futuro. E' abbastanza chiaro?  E' un concetto semplice, alla portata persino di Veltroni.

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 10:42
martedì, luglio 17, 2007

L'ELEFANTE INCATENATO
"Quando ero piccolo adoravo il circo, ero attirato in particolar modo dall`elefante che, come scoprii piu` tardi, era l`animale preferito di tanti altri bambini. Durante lo spettacolo faceva sfoggio di un peso, una dimensione e una forza davvero fuori dal comune...ma dopo il suo numero , e fino ad un momento prima di entrare in scena, l`elefante era sempre legato ad un paletto conficcato nel suolo, con una catena che gli imprigionava una delle zampe.eppure il paletto era un minuscolo pezzo di legno piantato nel terreno soltanto per pochi centimetri. e anche se la catena era grossa mi pareva ovvio che un animale del genere potesse liberarsi facilmente di quel paletto e fuggire. Che cosa lo teneva legato? ...Chiesi in giro a tutte le persone che incontravo di risolvere il mistero dell`elefante qualcuno mi disse che l`elefante non scappava perche` era ammaestrato...allora porsi la domanda ovvia:"se e` ammaestrato, perche` lo incatenano?". Non ricordo di aver ricevuto nessuna risposta coerente. Con il passare del tempo dimenticai il mistero dell`elefante e del paletto. Per mia fortuna qualche anno fa ho scoperto che qualcuno era stato tanto saggio da trovare la risposta:

l`elefante del circo non scappa perche` e` stato legato a un paletto simile fin da quando era molto, molto piccolo.

chiusi gli occhi e immaginai l`elefantino indifeso appena nato, legato ad un paletto che provava a spingere, tirare e sudava nel tentativo di liberarsi,ma nonostante gli sforzi non ci riusciva perche` quel paletto era troppo saldo per lui, cosi` dopo vari tentativi un giorno si rassegno` alla propria impotenza. L`elefante enorme e possente che vediamo al circo non scappa perche` crede di non poterlo fare: sulla sua pelle e` impresso il ricordo dell`impotenza sperimentata e non e` mai piu` ritornato a provare...non ha mai piu` messo alla prova di nuovo la sua forza...mai piu`!

...a volte viviamo anche noi come l`elefante pensando che non possiamo fare un sacco di cose semplicemente perche` una volta, un po` di tempo fa ci avevamo provato ed avevamo fallito, ed allora sulla pelle abbiamo inciso "non posso, non posso e non potro` mai".

L`unico modo per sapere se puoi farcela e` provare di nuovo mettendoci tutto il cuore....tutto il tuo cuore!"


(tratto da J.Bucay "Lascia che ti racconti")
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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 16:58
martedì, maggio 29, 2007

RIFLETTERE

Ad oggi ho un punto di vista in più, quello di mia moglie.

Ma pure il mio è cambiato. Sono ufficialmente un diverso.

Marito di una donna extracomunitaria...

Respiri l'ostilità delle istituzioni, quando chiedi informazioni, quando aspetti per ricevere le carte, quando fai la fila per ore all'aperto, con qualsiasi condizione meteorologica, quando scopri che la tua attesa era inutile, ma nessuno si prende la briga di darti la benchè minima informazione.

Quando fai lo spelling del cognome di tua moglie per fissarle un appuntamento per una visita ginecologica, visto che è al sesto mese di gravidanza, e nessuno, consultori e ambulatori e ospedali, nessuno ti dà la benchè minima disponibilità, e ti dicono che è meglio andare privatamente, o rivolgersi ai centri di assistenza per donne immigrate.

Udite Udite, è vero. Siamo un paese profondamente razzista.

E il bello è che cerchiamo di negarlo.

E' Razzismo bipartisan...

Sulla Repubblica, giorni fa, leggo questo:

A Marsciano dopo l'omicidio di Barbara Cicioni paura e accuse agli stranieri
"Le badanti sanno cosa c'è nelle case e lo dicono ai loro uomini"

Umbria, l'eden infranto
"Difendiamoci con i fucili"

Era ovvia la risoluzione del giallo...La "solita" violenza inaudita nei confronti di una donna (perdipiù incinta), da parte di italianissimo marito pezzo di merda .

...Nauseabondo...

 

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 14:23
giovedì, maggio 24, 2007

CARTOLINA

ricordate due anni fa?
alla coppa ci credevi per davvero etc etc
messaggini e mail ricevute da tutti i non milanisti, per una settimana....


chi perchè il presidente del milan coincideva con il presidente del
consiglio
chi perchè il milan lo odio
chi perchè è interista e poteva solo allora godere per le disgrazie altrui
chi perchè mi sta sul cazzo che gioscono sempre
chi perchè gli inglesi si che sono dei veri tifosi
chi perchè you'll never walk alone è una bella canzone
chi perchè you'll never walk alone è un coro che cantavano anche loro...
chi perchè gli sta bene a quei comunisti della fossa

etc etc

..........avevate gioito piu voi allora che noi oggi...

grazie di esistere ragazzi ieri sera pensando a voi ho goduto, se
possibile, di piu.....
buona giornata

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 12:05
martedì, aprile 03, 2007

 

....SPOSI!!!!

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 15:24
martedì, febbraio 27, 2007

“Capita di essere contenti se nessuno di quelli che incontriamo ci dice: Sii maturo, sii equilibrato, sii ben inserito.
 
L’Africa, vecchia com’è, rende tutti bambini, tranne quelli che la invadono e quelli che la rovinano sistematicamente. In Africa nessuno dice mai: Perché non cresci? Tutti, uomini e animali, ogni anno che passa acquistano un anno, ma alcuni ne acquistano uno in più in conoscenza. Gli animali che muoiono prima imparano più in fretta. Una giovane gazzella è matura, equilibrata e ben inserita a due anni. Ed è equilibrata e ben inserita a quattro mesi. Gli uomini sanno di essere bambini in rapporto al paese, e come negli eserciti, anzianità e senilità avanzano fianco a fianco.
 
Ma avere un cuore da bambino non è una vergogna. E’ un onore.
 
Un uomo deve comportarsi da uomo. Deve sempre combattere, preferibilmente e saggiamente, con le probabilità in suo favore, ma in caso di necessità deve combattere anche contro qualunque probabilità e senza preoccuparsi dell’esito. Deve seguire fin dove possibile i propri usi e le proprie leggi tribali, e quando non può, deve accettare la punizione prevista da queste leggi.
 
Ma non gli si deve dire come un rimprovero che ha conservato un cuore da bambino, un’onestà da bambino, una freschezza e una nobiltà da bambino.”
Ernest Hemingway.
VERO ALL'ALBA
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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 15:00
giovedì, febbraio 22, 2007

RIFLESSIONI

Orsù, diciamola tutta:

non fosse per le nefasterrime conseguenze di ciò che è successo, il sorriso spunterebbe.

Vedere la quintessenza vivente della cialtronaggine dei personaggi che hanno gestito la cosa pubblica nell'ultimo decennio:

1) Quello che per primo un decennio fa ha avuto la possibilità di risolvere la questione del conflitto di interessi e non ha fatto nulla.

2) Quello che, per citare Travaglio, è salito al Governo con le pezze al culo ed è uscito ricco.

3) Quello che la base di Vicenza è un problema urbanistico, e poi non si può fare un torto agli americani.

4) Quello che a Kabul si deve restare per ottenere il seggio permanente al Consiglio di Sicurezza

5) Quello che da politico prima e ministro poi ha sponsorizzato fortemente la Banca del Salento, che promuoveva simpatici piani di accumulo-capestro per pensionati (my way..chissà come mai nessuno ne parla piu? mah..) ..

6) ...(Aggiungetene qualcuna voi)...

Vedere questo personaggio fare una delle più immense figure di merda delle ultime legislature, non può non far sorridere.

Ma adesso sono cazzi. duri. durissimi....

 

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 12:31
martedì, febbraio 06, 2007

Milano 6/02/2006
E non so cosa pensare adesso, che sono ancora in giro, non più nella savana o nella mia laguna, tra le onde, ma per aeroporti, treni e check in. Il gusto bello e diverso che sento nella bocca. E’ quello di una nuova certezza. La latitudine e longitudine è quella della nostra anima. Ne ho preso atto, finalmente. Anche quando sono in giacca e cravatta, tra dirigenti, arricchiti ed esauriti di ogni tipo, penso alla mia gente.
 
Agli affamati di vita, a chi deve trovare una soluzione ogni giorno che sorge, che ha il privilegio di incantarsi davanti ad albe bellissime, e bruciarsi la pelle al termine di giorni terribili. Che deve dimenticare in fretta. E ricominciare, ogni giorno. Che vuole vivere, nonostante tutto. Sono loro che mi danno la spinta. E’ a loro che devo il mio sentirmi bello e forte  come un dio in mezzo a tutto questo grigio. A volte provo una sensazione assurda, come se fossi semplicemente un oggetto in movimento, lanciato da qualcun altro. Lanciato dal mio cuore, o dalla mia incoscienza, o semplicemente del mio destino.
 
E poi c’è lei. Che una sua risata è come un volo di uccelli. Che il suo canto mi fa ridere il cuore. Mi insegna ogni giorno come si può essere forti e dolci,  non parla mai di progetti perché ha paura che il futuro si porti via la felicità dell’oggi, che va avanti ormai da diversi anni. Assolutamente indifesa ma protettiva, come mai nessun altra. Non ho parole per spiegare cosa significa. La sua mano nell’incavo della mia schiena. Mille gesti e modi di starmi vicino molto arabi, credo, che adoro, e poche pochissime parole.
 
Scopriamo di essere arrivati con ogni probabilità all’inizio di una nuova strada. Una creatura che arriverà, e che stravolgerà tutto.

Sono assolutamente sconvolto, e felice, credo.

E innamorato, si capisce?

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 12:15
mercoledì, gennaio 24, 2007

MA VESPA NO, EH???

Era una bella serata settembrina, di quelle che quando prendo la Vespa sono contento di mettermi il giubbottino di renna perchè l'aria si è finalmente rinfrescata, alla fine di una torridissima estate milanese.

Correva l'anno 2003. Avrei voluto essere presente a tutte le serate di uno dei pochi avvenimenti culturali decenti di questa città di alienati, il Milano Film Festival, ma come succede sempre, il mio lavoro, che mi catapulta continuamente in giro, non me lo  permette. Però stasera ci sono, i corti sono belli, e tra una proiezione e l'altra si esce fuori. C'è un bar, musica reggae, un sacco di ragazzi e ragazze. Non le solite facce. Si sentono parlare tante lingue straniere.

L'evento è seguito più dagli stranieri che dai milanesi. Fatto significativo.

Ricominciano le proiezioni, mi affretto verso la sala. Mentre cammino nel corridoio vedo scorrere di fianco a me delle immagini in bianco e nero. Cammino un pò, prima di bloccarmi davanti ad una bella donna che mi guarda con due occhi nerissimi. Non ho altri aggettivi: è stupenda, e giovane, con il suo bimbo attaccato al suo piccolo seno.

Allora ripercorro quel corridoio, dimentico le proiezioni e mi immergo in quelle immagini, e nei testi che ne fanno da didascalia, riferimenti a libri mai letti, e poi...che nome impossibile!

Ryszard Kapuscinski . Lo scrivo sul biglietto di ingresso.

Oggi perfino il corriere lo sbaglia quel nome, qui.

Se n'è andato.

I suoi resoconti (non sono romanzi) "Ebano", "La prima guerra del footbal ed altre guerre di poveri "e "Negus" mi sono entrati nell'anima.

Uno che aveva una passione, e che in nome di quella ha messo in gioco tutto. Uno che ha visto e vissuto l''Africa (e non adesso, ma negli anni 60, anni da incubo per un bianco da quelle parti...)non dalla suite del Grand Hotel, ma dalla palafitta sul fiume, tra i reietti, i disperati, i faccendieri, le puttane e gli alcoolizzati. I suoi veri abitanti.

Uno che ha rifiutato di ritornare in patria e ha scelto di curare la sua tubercolosi nel più lurido ospedale locale, per raccontare.

Uno che così non ce n'è più.

Uno che se penso a Vespa o Rossella o Feltri mi viene da piangere.

Spero sinceramente che nè Tg1 nè Tg5 ne parlino oggi.

 

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 21:20
mercoledì, gennaio 17, 2007

"Mangily - Madagascar 21/12/2006

Perché bisogna dare un senso ad una giornata?

Abbiamo sempre un calendario che scandisce minuti, ore, giorni, stagioni.

Devono esserci anche giorni nati così, di sfuggita, e da finire guardando le stelle di un cielo senza luna, senza doverci chiedere nulla.

I Km percorsi non sono una distanza considerevole se la strada della nostra anima è breve. E’ questo il mio viaggio vero.

Partire da un mondo bianco e nero, che si regge stancamente in piedi sulla base dei progetti e delle scadenze da rispettare, del rispetto delle regole, della puntualità, della consuetudine e del bon-ton; prendere atto che sono ormai anni che cerco qualcosa d’altro. Penso stasera, alla fine di questo giorno caldissimo e assurdo, che questo viaggio è cominciato già scappando fuori dal ventre di mia madre, due mesi prima del dovuto, già in ansia di partire. E’ lo stesso viaggio che ha portato i miei genitori alla separazione dopo 35 anni e una vita insieme a tirare su una casa e una famiglia: regole, dogmatismo, coerenza, sacrifici, cervello, certezze contro libertà, indipendenza, sentimento, vibrazioni nello stomaco, precarietà. E’ il nostro destino maledetto correre su un rasoio.

Non conta ottenere ciò che si vuole, solo capire dove siamo diretti."

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 12:38
martedì, dicembre 12, 2006

il giardinone

Only poor boys take a chance,
On the garden's song and dance,
Feel her flowers as they wrap around,
But only smart boys do without...


Non ho ancora capito se sono un poor o uno smart boy, probabilmente più povero che intelligente. Pertanto mi tocca andare a verificarlo, scioperi e polonio permettendo...

Parto per il mio giardino privato (che non è, purtoppo o per fortuna, lo stesso di Axl Roses...)...

Cambio emisfero, e il sitorno sarà a tempo meno determinato del previsto.

Mi aspettano un estatona torrida e umidissima, fiori, vegetazione tropicale, una donna pronta con un cappio...

seguono (spero) immagini.....

Buon Natale, Babbi! 

p.s. salutatemi Scaramella!

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 16:02
sabato, novembre 25, 2006

Cialtroni, Cialtroni, Cialtroni!
 
 
Si va avanti così.
 
Gli ultimi anni sono stati caratterizzati dalla morte delle parole.
 
Crescita.
 
Cultura.
 
Rappresentatività.
 
Democrazia.
 
Partecipazione.
 
Giustizia.
 
Coerenza.
 
Informazione.
 
Ne rimangono poche. Popopopopopopooooo, nomination, Reality, Paris Hilton e poche altre.
 
Una mi gira in testa (non so perché…) sempre più spesso.
 
Cialtroni.
 
Cialtroni Quelli per lo sviluppo sostenibile, per l’altro mondo possibile, che dichiarano miliardi di euro di utile (da monopolisti è facile..), e  che investono nel carbone come risorsa del futuro.
 
Cialtroni Quelli che vogliono un’aria più respirabile, e sono favorevoli alla TAV, ignorando un sistema ferroviario indietro di 50 anni rispetto a quelli di altri paesi, ma perfettamente in linea come costi a carico dei passeggeri.
 
Cialtroni Quelli che calano le brache davanti ad uno dei peggiori criminali di guerra della storia attuale, pur di accaparrarsi il suo gas e lasciare irrisolto il problema del nostro fabbisogno energetico, spedendo Rubbia in Spagna a creare un fantastico sistema ad energia eolica e solare che in pochi anni soddisferà il fabbisogno energetico nazionale.
 
Cialtroni Quelli che vogliono farci credere di essere in pericolo, farci perdere aerei, farci alzare in piena notte per rimanere ore in coda in aeroporto, pur di garantirsi una nuova nicchia di mercato, quella pagata da noi con la “Security Charge” (guardate i vostri biglietti aerei), senza dimenticare la nuova tassa sul carburante, per pagare il ritiro dei nostri soldati dall’Iraq.
 
Cialtroni  Quelli che, se vuoi che dei delinquenti mafiosi monopolisti non mettano ad ogni bolletta le mani illecitamente nel tuo portafoglio, ti obbligano a perdere ore e bile a districarti nei meandri delle loro offerte commerciali incomprensibili.
 
Cialtroni Quelli che fanno ricadere totalmente su di te l’onere della tutela dei tuoi diritti (calpestati) di consumatore.
 
Cialtroni  Quelli che se vuoi fare un biglietto per un aereo in partenza da Milano, ti obbligano a comprare un pacchetto con viaggio e albergo, altrimenti non è possibile e non c’è posto. Quelli che quindi ti obbligano a fare un biglietto a Parigi per un volo che parte da Milano.
 
Cialtroni Quelli che infine il tuo voto non conta nulla.
 
Non conta perché dei cialtroni per cercare di non essere mandati a casa per le loro cialtronate hanno fatto una legge definita dal più moderato (Calderoli) del loro schieramento cialtrone “una porcata”.
 
Non conta perché la società concessionaria per il calcolo del risultato delle elezioni è presieduta dal figlio del Ministro dell’Interno (cialtrone).
 
Cialtroni perché non conta quel che vogliamo ma loro fanno quello che gli pare.
 
Cialtroni perché chiunque sia pratico di statistica a livello base si metterebbe a ridere analizzando il trend storico e specialmente la distribuzione storica per regione/provincia delle schede bianche, con una varianza tra regione e regione diminuita del 300% rispetto alle elezioni di 5 anni fa.
 
Cialtroni perché va bene così, tanto abbiamo vinto, non solleviamo polveroni.
 
Cialtroni perché cercano di distrarci dalle loro cialtronate, dall’Iraq e da molto altro, cercando di convincerci dell’esplosione di nuovi, inquietanti fenomeni (come se bulli, stupratori, e pitbull si mettessero d’accordo per dei turni di 10 giorni l’anno, tra il 10 e il 20 agosto i pitbull azzannano, tra il 10 e 20 settembre si stupra e tra il 10 e 20 Novembre ci si picchia a scuola).
 
Visto che siamo capaci di scendere in piazza solo per festeggiare i nostri cialtronissimi campioni del mondo, credo che l’unica speranza plausibile (l'altro mondo possibile) sia quella che si acceleri ulteriormente il processo che si è già innescato. Che pezzo per pezzo ci comprino e trasformino nella bella, pacifica, povera ma felice e assolata colonia che siamo sempre stati nel corso della storia.
 
Così riuscirò forse a provare un po’ di nostalgia quando sarò a tanti Km di distanza, in cerca di un lavoro che mi soddisfi, di gente onesta, di qualità decente della vita, per me e per la mia famiglia.

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 10:43
giovedì, novembre 16, 2006

RESISTERE

...Alla faccia di Dan Brown, di Ken Follet e di tutta la letteratura da Esselunga/Autogrill....

stupendo!

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 15:56
mercoledì, novembre 01, 2006

....Scegli!!!
 
Qui mi sarebbe piaciuto aggiungere un punto alle demenzialità di questo periodo: Dopo una bella serata, ti capita di dormire fuori con una ragazza. Torni a casa la mattina presto e trovi nella casella delle lettere una lettera d’amore (la prima da quando vi conoscete) della tua donna. Niente, ma proprio niente, in questo periodo può andarti liscio!
 
Però c’è dell’altro.
 
Lo so che mi leggi, in realtà non è mai stato un problema.
 
Questo spazio deve fare abbastanza pena. Contiene poche e disordinate cose di me.
 
Solo mi lascia perplesso (e incuriosito) l’idea che tu abbia voglia di sorbirti le mia idiozie sia live che qui. Per di più rimanendo anonimo.
 
Ho il brutto difetto di avere la tendenza a voler fare tante cose male. Il topic dei Negramaro che leggi nell’intestazione lassù in alto non è lì per caso…
 
Ma tant’è, ognuno il tempo libero può passarlo come vuole, e tu di tempo libero ne hai avuto tanto.
 
Che poi uno fa un pezzo di strada con dei compagni di viaggio, e si gode il panorama. Folle e bellissimo:Arezzo Wave, Bologna, Milano, ma da studente con la coscienza (quasi) pulita tu, e da neo-assunto privo di qualsiasi responsabilità/scrupolo io.
 
Sembra incredibile, ma la  Milano-città-sepolcro, che è stata teatro di tante scorribande, non è cambiata. Siamo cambiati noi.
 
Ne abbiamo sentite tante di voci, ed è stato bello non ascoltarle, ignorare chi ci diceva di stare in guardia, di non donare troppo di noi a chi ce lo portava via con un sorriso ipocrita e poi lo svendeva, magari per una birra, un passaggio in macchina o un tiro di coca.
 
Abbiamo sbattuto il nostro brutto grugno. Tante e tante volte. Ci ha salvato la nostra autoironia, che non ci ha fatti trasformare in Milanesi. E la condivisione. E tanto alcool, e poche donne,
ma troie.
 
Ecco: credo di aver trovato una buona sintesi di questo tratto di strada insieme.
 
Non mi piace lasciarmi trasportare dalla prima impressione. Mi metterei sullo stesso piano delle Cassandre che, se le avessi ascoltate, mi avrebbero impedito di fare quegli indimenticabili ruzzoloni, grazie ai quali ho conosciuto molte delle persone che oggi stanno al centro della mia vita.
 
Però, cazzo.
 
Ciò che avevo visto in te, voglio dire oltre alla guasconaggine, coglionaggine e incredibile predisposizione a qualsiasi tipo di eccesso, era vero.
 
Era vero che ti nascondevi dietro alle sbarre della tua bruttissima prigione.
Sparite le sbarre, sei sparito anche tu.
 
Non scrivo questo per giudicarti. Credo semplicemente di volerti comunicare quanto mi dispiace.
 
Non tanto perché eri l’ultima persona che credevo potesse giudicarmi per il cellulare, per gli elettrodomestici di casa mia o per il fatto che non possiedo una macchina. No.
 
Ognuno vive come gli pare, c’è chi pensa che il giusto sia ammazzarsi di fatica aspettando il fine settimana, col sogno di stipulare e poi estinguere un mutuo, e di affannarsi a spendere quel che resta nelle 3 settimane di ferie estive. Per me va bene, anche se metti queste persone in una graduatoria molto più alta rispetto alla mia nella tua classifica personale.
 
Una delle persone che ho più care è un mormone, capisci, M-O-R-M-O-N-E.
 
Solo recrimino il fatto che il panorama che vedrò non potrò più condividerlo con il tuo. Quando c’era da parlare di questo allontanarsi, hai preferito argomenti sicuramente di maggiore interesse, come il Milan, l’infinita diatriba tra la patata depilata e quella “vecchia scuola”, il bel culetto che saresti riuscito a portarti a casa prima della fine dell’estate.
 
E allora non succede niente, prendo atto. Carpe Diem non è una cazzata senza senso. Ci sono momenti in cui dire le cose ed altri dove si può solo tacere.
 
Non c’è problema; forse almeno così capirai che le tue ormai stupide allusioni e battute non sono passate inosservate. Prendi atto che il mio silenzio non è stato un silenzio di assenza o di passività. E’ stato solo una presa di coscienza.
 
E allora se vuoi rimanere qui, fà pure. Se te ne vuoi andare, fà pure. Scegli tu se hai voglia di berci sopra delle birre, o continuare a sbirciarmi, da anonimo.
 
Questa è solo un’altra stanza di quella casa che non ho esitato a lasciarti, più di una volta, andando a dormire su un divano, per farti far bene l’amore, certo che avresti fatto lo stesso. Come allora porta le lenzuola in lavanderia e lasciala pulita, e fà almeno in modo di non trasformarti in un’altra scusa per ripetere quell’odioso proverbio “ se sei generoso con qualcuno, quello prima o poi si vendica”.
 
Scegli tu.
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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 14:37
venerdì, ottobre 27, 2006

Dementialia (riflessioni in Vespa…)
 
1)      Questo governo è veramente avanti: introduce il ticket sul pronto soccorso non per introdurre una misura draconiana per fare quattrini, ma per proteggerci dalle fauci di una sanità, che, pare, annualmente faccia più morti dell’alcool o degli incidenti stradali, mica cazzi!
2)      Mi sono sorbito un anno di docce calde che diventavano quasi subito fredde (con relative bestemmie in varie lingue), caldaie che partivano e poi si spegnevano subito, per poi scoprire casualmente che la causa di tutto era semplicemente un rubinetto pressochè otturato dal calcare. Ho cambiato termostati, preso scosse, e sudato e smadonnato ore per poi scoprire che l’interruttore della caldaia andava semplicemente spostato da Estate a Inverno. Ecco, vorrei tanto che pure per la mia salute fosse così. Che domani un qualcuno semplicemente mi fermi per strada e mi dica qual è l’interruttore da accendere o spegnere per smettere di star poco bene.
3)      Qualcuno è in grado di spiegarmi cosa diavolo sono i controlli fiscali illeciti? (C’era qualcuno che illecitamente controllava che i politici pagassero le tasse??? Subito in galera!!)
4)   Ho un’anta nell’armadio in sala. E’ di vetro, quindi vedo quello che c’è dentro. Ci metto tutte quelle cose che non devo dimenticare. Attualmente sono ammucchiati due trimestri di spese condominiali da pagare, ennesima richiesta di canone RAI, 150 euro di franchigia dell’assicurazione del motorino, e altre amenità. Il mio procrastinare tutte queste simpatiche scadenze è secondo voi dovuto al troneggiare di questa, di fronte a tutto quell’ammasso di carta impolverata? Secondo voi la devo togliere?

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 10:45
giovedì, ottobre 19, 2006

MANGILY , Madagascar 15/04/2005


Non so più definire questo posto. So che lo rivedo sempre con grande gioia. In questi 5 anni di Madagascar è stato per me il luogo dove riposare dopo viaggi massacranti, o dove fare lunghe e pazzesche baldorie durante intere settimane di festa. Ora al mio arrivo qui vivo le sensazioni di un ritorno a casa.

A casa ti aspettano le persone a cui vuoi bene e quelle che ti hanno fatto soffrire. Gli odori, i sapori, e i rumori a cui sei affezionato. E così è per me ogni volta di più quando arrivo a Mangily.

Entrano in ballo cose belle e cose dolorose. Le cose belle sono l’allegria e la felicità (e chi è mai stato in Africa lo sa) di chi non ti vede e non ti sente da mesi ma ti tratta come se tu fossi sempre stato là e ti conoscesse da sempre. Le cose dolorose sono la durezza e crudezza di una realtà difficile che inizi a conoscere a fondo e più ne fai parte e più ti rendi conto di quanto faccia male. In virtù di ciò ti cresce dentro un sentimento di apparente  distacco, cosa che peraltro è stata causa di confronti e discussioni con i miei compagni di viaggio che non sono familiari a queste situazioni. Personalmente credo che in ogni caso l’essere un po’ più “duro” e distaccato sia una condizione indispensabile per comprendere ed apprezzare non più da turista quanto mi sta intorno.

Sono partito con Zuleika. Nel bene e nel male un personaggio.


Una scommessa. Un modo per capire chi è veramente. In profondità. Finora le cose sono andate sorprendentemente bene. Siamo partiti ubriachi da Malpensa. L’aereo era semivuoto. Decollo alle 19.30 e arrivo alle 5.30 del mattino. A metà della nostra bisboccia che celebrava la nostra tanto sognata partenza siamo stati abbordati da una “hippy” romana scoppiata che cantava e ballava ubriaca per il corridoio dell’aereo. Ha cantato e ballato per gran parte della serata e della notte, fino a venire ripresa dal serafico personale dell’aereo. Ad un certo punto si leva la maglietta e mi intima di guardargli le tettone flaccide, tenute pateticamente su da un push up di 3 misure più piccolo. Lo sguardo mi cade tristemente sulla sua panza da alcolista, suscitando le sue ire e l’ilarità dai (fortunatamente) pochi passeggeri presenti al siparietto. Zuleika, anche lei notevolmente ubriaca, improvvisa un veloce strip rimanendo in slip e magliettina per poi sfuggire dalle grinfie dello steward incazzato e buttarsi ridendo sotto la copertina dell’Air Madagascar.

La mattina all’alba (ovviamente) non sta bene. Sbarchiamo dall’aereo e siamo subito in ballo con un visto troppo corto, dei cognomi sbagliati sui biglietti di andata e ritorno per l’Italia e sul volo interno, che parte nel giro di mezz’ora, un tizio che chiede soldi per cambiarci il visto e spostare la data del biglietto di ritorno, insomma il solito delirio quando si sbarca in questo paese anarchico.

E’ il Madagascar. Saliamo sul volo che va a Tulear, facendo scalo a Fort Dauphin. Zuleika vomita sulla scala dell’aereo e a bordo riempie vari sacchetti…
Atterriamo a Fort Dauphin ammirando il panorama mozzafiato di lingue di terra e montagne che emergono dall’acqua e di tutte le sfumature del verde e del blu. Durante lo scalo all’aeroporto (una baracca) ci difendiamo dal caldo torrido sorseggiando Coca calda in una bettola molto pittoresca che è il bar dell’aeroporto, siamo circondati da pescatori seminudi che cercano di venderci ceste giganti di aragoste e di pesci. Sulla faccia mi si stampa un sorriso infinito, figlio anche dei postumi della sbronza e dei pochi minuti di sonno. Rido pensando alla follia degli ultimi pienissimi giorni prima della partenza e alla distanza di questo baraccamento in cui brulica ogni tipo di attività lecita e non dai nostri asetticissimi aeroporti. Zuleika vomita il Gran Marnier sorseggiato a fine nottata. Sbarchiamo finalmente a Tulear e troviamo sorprendentemente ad aspettarci in aeroporto Paolo e Renato, i nostri compagni di viaggio per 10 giorni. Sono in Madagascar da una settimana. Ci salutano raggianti con molto affetto. Salutiamo Guido, compagno di viaggio in questo tormentato volo interno (ha fatto anche un po’ da infermiere e preso un po’ per il culo la Zu che l’ha salutato vomitando…) , un personaggio da Cabaret. Usciti dall’aeroporto ci immergiamo subito (ed era ora!!) nei colori del Madagascar. Raggiungiamo Mangily con una specie di veicolo a 4 ruote non definibile come automobile, percorrendo 30 km in quasi due ore e bucando inevitabilmente una ruota (secondo me ci è andata fin troppo bene!). Ritrovo Amina, una ragazza di qui che conosco da due anni, che mi fa scene di gelosia quando mi vede con Zuleika.



Ci metto ben poco a rilassarmi. Tutto va bene. Amina è splendida, piace tantissimo ai miei amici. Si è fatta tantissima festa in questi giorni così pieni di gioia. Giornate a pescare a bordo della lakana (piroga a vela col bilancere) di Daniel (uno dei migliori “Capitain” di Mangily, nella foto), festa e brindisi e innumerevoli bottiglie di birra THB (la mitica Three Horses Beer) e bicchieri di Rhum arrangée allo zenzero dalle notevolissime caratteristiche afrodisiache. Festa in mezzo ai malgasci, agli europei trapiantati qui, festa in mezzo a donne, anziani e bimbi (ovviamente sempre tantissimi). Canti e musica tutto il giorno, serate dimenandosi al ritmo dello Zapike, il ballo locale del Sud del Madagascar, quanto di più pazzo e sessuale abbia mai visto.

..CONTINUA QUI, CON TANTO DI IMMAGINI...

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 14:57
martedì, ottobre 17, 2006

Chi non lavora non fa all’ammore…

 

…Gestaccio a Milano, al freddo, al software e alla statistica.
Il mio desktop è questo (e infatti non riesco a combinare un cazzo!)…..


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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 15:26
domenica, ottobre 08, 2006

BARI - IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Insomma, il Nostro, reduce da postumi da milanesite acuta,

accusando forti attacchi (tipici di questa malattia) di pessimismo cosmico,

nervosismo, inappetenza, aggressività ingiustificata verso sconosciuti,

fretta immotivata, sta meglio.

In particolare una frase, pronunciata dall'Amministratore Delegato nel bel mezzo di una noiosissima riunione finalizzata alla stesura del piano industriale, è stata il principio della sua guarigione:

.."LA MORT DU  PUL'P IE' LA CPOD"..

E' dall'estremo dono della sintesi che si riconoscono le persone di valore, che non per nulla ricoprono meritatamente incarichi direttivi.... 

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 19:51
martedì, ottobre 03, 2006

FULL-TIME

Stress. Frustrazione, e agenda stracolma.

In ogni pagina lo stesso impegno:

SMETTI DI FARE IL COGLIONE E DI PRENDERTI SUL SERIO!

Provo a stare per un pò in vacanza da me stesso.

Il mare, il pesce, il vino bianco e il caldo torrido aiutano!

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 15:50
lunedì, settembre 25, 2006

Amo la rilassatezza
con cui ti dai a me. Amo il canto,
con cui mi prendi, amore,
e il tuo mestruo che profuma
d’ostriche sulla mia pelle.
Amo il rumore del trattore
che ferisce lungamente la campagna
sotto di noi nella valle,
amo le spalle
lisce nei pentagrammi
delle mie dita.
E amo questo amarti
che mi lascia senza fiato
a respirare
la celeste complicità del cielo.
 
(Sam Libengamu, Doris, Rhapsody in Black)
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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 16:51
giovedì, settembre 21, 2006

Volemose male….
 
E’ bello il fotoracconto sottostante (due post più sotto). Dovevo essere di ottimo umore, quando ho messo assieme quei ricordi e quelle immagini. Vedere il bicchiere mezzo pieno, cosa Buona e Giusta.
 
In realtà di ricordi, ma non di immagini, ce ne sono tanti, magari non esattamente così simpatici.
 
Sarebbe bello avere l’indistruttibile autoironia di autoscattarsi anche nei momenti più brutti, che so io, quando ci lascia la fidanzata, quando ci licenziano o quando ci alziamo la mattina dopo una scuffia esagerata per andare al lavoro.
 
Bella idea del cazzo. Devo segnarmela da qualche parte…
 
Stamani leggendo qui, me n’è venuto in mente uno particolarmente significativo.
 
Come scritto nelle imperiture righe sottostanti sono stato (e ci resto…) alle prese con svariati malanni intestinali, durante (e specialmente dopo) il mio viaggio in Madagascar, ad Aprile.
 
Dopo aver vagato per vari pronto-soccorso, assunto pasticconi di ogni origine e dimensione, vomitato il vomitabile e defecato il defecabile (scusate il francesismo), ho pensato: beh, forse è davvero ora di farsi vedere da uno bravo, come d’altra parte molti mi suggerivano da svariati annetti.
 
Uno che è bravo non lo riconosci così, dall’impressione che fa o dai paroloni che usa, ma solo ed esclusivamente dalla quantità di 50 euro che ti chiede alla fine della visita.
 
Questo ne ha voluti diversi per sentirmi raccontare le mie disavventure e le schifezze che ho mangiato e le scelleratezze varie di cui mi sono macchiato, come ad esempio rinfrescare un bel bicchierone di birra con un blocco di ghiaccio maleodorante (eufemismo) di pesce marcio e tempestato da bei puntini neri (noncidevopensarenoncidevopensarenoncidevo…)..
 
Ma quando ormai ero convinto di parlare con un vegetale, che fingeva di ascoltarmi, ma che dormiva della grossa eccolo ridestarsi:
 
Doc:“…E rapporti sessuali a rischio?”
 
Io: “Ehm…Ho una partner fissa lì…e non uso il preservativo, se è quello che intende…Scusi ma che c’entra con i miei malanni gastro-intestinali”?
 
Doc: “I sintomi che mi ha appena descritto possono tranquillamente essere quelli dell’HIV
 
Io: “… …. …(circa 30 secondi di silenzio)…glom, burp, urgh (insomma rumore di un groppo di saliva da mandar giù)”
 
Mi ha prescritto di urgenza un test HIV-RNA, che va a vedere direttamente nel DNA, anzi RNA del sangue la presenza della proteina XYZ che si forma in caso di sieropositività. Sicurissimo e con esito certo anche a partire da 15 giorni dopo il possibile contagio. Tutto ciò pagando la modica cifra di altre svariate banconotine da 50.
 
Vado all’ospedale e prenoto l’esame tra le facce simpaticamente stupite delle infermiere. Il giorno dopo, 4 Luglio, devo andar là alle 7 del mattino per fare il prelievo del sangue che poi deve essere URGENTEMENTE spedito a non so quale cazzo di laboratorio.
 
L’esame è così urgente che, dopo aver fatto il prelievo (4 Luglio) mi sento dire che l’esito sarà disponibile il 31 LUGLIO !!!
 
…E vabbè, sempre meglio che aspettare altri 4 mesi per fare il test “classico”, peraltro gratuito…
 
Lascio immaginare come vengono trascorse quelle 3 settimane abbondanti, tra prelievo ed esito.
 
Non mi dilungherò più di tanto a descriverle, se non dicendo che è stato un periodo (ovviamente) folle, a cavallo tra sbornie mondiali, notti di baldoria seguite da albe in partenza per i monti, arrampicate, scalate, 4.000 mt scalati in sequenza, e profferte sessuali vergognosamente rifiutate, per evitare di spiegare il perché, ad un tratto, volevo usare il preservativo….
 
Lascio immaginare anche il mio risveglio la mattina del 31 Luglio (autoscatto), la guida spericolata in Vespa verso l’ospedale (autoscatto) e la mia faccia davanti all’infermiera, al momento di ritirare l’esame (autoscatto!!!).
 
Ma qui viene il meglio…
 
Intasco la busta e percorro quei 20mt nel giardino dell’ospedale, alla ricerca di un minimo di privacy. Scarto la busta e leggo e rileggo senza capire ciò che è scritto nella riga di inchiostro stampato che ho pagato 170 euro e decide la mia vita: “HIV-RNA <50”.
 
Torno di gran carriera dall’infermiera, gli do il foglio, confidando in una spiegazione confortante, che non arriva: Inf:“Mi dispiace, non so che significa, io ho sempre letto NEGATIVO”…sudore freddo, testa che gira. La signora se ne accorge e dice: aspetta un attimo, che chiamo la mia collega.
 
Attesa di 5 minuti, cuore in gola, palpitazioni, eccecceccc….
 
Stessa scena melodrammatica, viso stranito dell’infermiera che dice di non avere idea del significato di quanto scritto (ma porcocazzo, pure negli esami del colesterolo scrivete le soglie e non le scrivete QUI????). La signora chiama l’infettivologo, guardandomi tra il pietoso e il preoccupato  “Sì, ho qui un ragazzo, ah…sì…c’è scritto così…lo faccio salire su da lei, va bene…”
E mi manda su da al 7° piano, stanza x.
 
Sto male, ho le lacrime agli occhi, la gola secca, e tremo, mentre vago per le stanze del 7° piano, essendomi dimenticato il numero di stanza indicatomi dall’infermiera.
 
Vengo fermato dal dottore, che mi riconosce (autoscatto) dall’espressione del viso, mi dà una pacca sulla spalla e mi dice  “dai che stasera ti ubriachi, quel parametro sta a significare che non hai niente!”
 
….
 
Potete infine immaginare i vaffanculo svariati e assortiti al dottore, alle aspiranti dottoresse e agli svariati saputelli che mi hanno detto (DOPO): “ma come, non sapevi che HIV-RNA <50 significa negativo? Ma se lo sanno tutti?”
 
Tutto ciò per dire cosa:
 
1)    Non andate PER NESSUN MOTIVO all’Ospedale San Carlo di Milano;
2)    Non invidiatemi l’Agosto che è seguito a questa esperienza. Si è trattato di uno stato di vitalità definibile come “sindrome di Lazzaro”, ma appunto, prima devi essere Lazzaro, e non è piacevole, ve l’assicuro…;
3)    Fate come me, d’ora in poi autoscattate le vostre brutte facce non solo quando sbaciucchiate delle labbra amate, ma anche appena incassata una qualsiasi tremenda tranvata. Così, a immarcescibile e autoironico ricordo della vostra sfiga!
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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 10:48
lunedì, settembre 11, 2006

E poi mi parli di una vita insieme
di una casa di bambini
del nostro amore
e di me che vado a lavorare
Ma che ne sai tu
di un mondo
che si può vivere
soltanto se stai attento
a dove metti i piedi
e ogni volta
che usciamo
mi dici che tuo padre
vuole sapere
che cosa intendo fare

Ma che ne sa lui di fare
se tutta la vita
non ha fatto altro
che stare a guardare

Io vorrei che tu
che tu avessi qualcosa da dire
che parlassi...di più
che provassi una volta a reagire
ribellandoti a quell'eterno incanto
per vederti lottare
contro chi ti vuole
così innocente e banale donna
donna sempre uguale donna
donna per non capire donna
donna per uscire
donna da sposare

No senti
stammi a sentire un po'
non è te che detesto in fondo sai
la colpa non è tua
la verità è che al mondo
tu servi così 

Vasco Rossi
 
"E poi mi parli di una vita insieme "

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L'ennesimo rigurgito di lakanamamu alle ore 17:10
mercoledì, settembre 06, 2006

Disfare e preparare i miei bagagli. Il disordine e le finestre sempre spalancate di una casa riempita sempre da qualche ospite, fratello, amico o parente.

Bagagli per il lavoro, attrezzature da alpinismo, mercanzia proveniente dall’Africa.

Agosto in viaggio, prima dell’alba, sapendo che l’unica aria fresca della giornata mi avrebbe svegliato nel tragitto verso l’aeroporto, una cima o un ghiacciaio.

Agosto andando a dormire molto presto, in attesa di una sveglia che avrebbe suonato a metà nottata, o tornando a casa a giorno fatto.

Agosto tra la gente, gli amici, in pace, in mezzo a tanti, tantissimi incredibili, perfetti sconosciuti.

 

Agosto faticoso ma con il cuore caldo e sorridente, tra la natura, gli amici, i cari e il mio amore che cresce.

 

Grazie a tutti!
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