ORGOGLIOSI DI ESSERE ITALIANI
Sull’elenco telefonico di Los Angeles appena aperto, c’è una frase:
«Ci saranno sempre terremoti in California».
A seguire, tutte le istruzioni su come comportarsi: tenere a portata di mano torce e radio con batterie, una valigetta con il materiale minimo di pronto soccorso, dieci litri d’acqua.....Certo, tutto ciò non basta quando la terra, per usare la frase sentita ieri ad Onna in bocca a una ragazzina che trema come una foglia al ricordo, «comincia a sbattere come la coda di un drago impazzito». Ma i morti sì, possono essere limitati. I danni sì, possono essere contenuti, quando le case sono costruite con i progetti giusti e gli accorgimenti giusti e i materiali giusti. E nessuno dovrebbe saperlo meglio di noi italiani.
Non riesco a comprendere l’essere orgoglioso, di cosa?. Una scossa che in america o giappone non avrebbe fatto niente,qui ha raso al suolo interi paesi e ucciso un centinaio di persone. Perché?. Perché non si sono mai rispettate minimamente le regole e la natura, siamo il paese dei furbetti. Abbiamo costruito case con materiali scadenti e in maniera abusiva,cavandocela con i condoni. E ci stupiamo quando la natura ci ricorda che non la si può prendere in giro?.
C'è un ospedale (il San Salvatore) costruito solo 10 anni fa completamente fuori uso! Chi paga per questo?
Ora vorrei sapere con quale faccia Bertolaso insiste nel dire che i terremoti non si possono prevedere, con quale faccia si dica che non è il tempo delle polemiche, quando in un evento così annunciato, e non solo da Giuliani, ma da uno sciame sismico ininterrotto che durava da mesi, siamo alla conta dei feriti, di centinaia di persone sotto le macerie ancora irraggiungibili, e più di 250 morti.
Una conta destinata a salire, ma senza polemiche, per cortesia.
Chi lo denuncia Bertolaso, adesso?.
Non so VOI ma io mi sono rotto di vivere nel paese delle eterne emergenze.
PERCHE' CARLA BRUNI MI STA SUL CULO
...Perchè al pari della sua amica Monica Bellucci è più vuota di una scorreggia
...Perchè al pari della sua amica Monica Bellucci non è capace di far nulla (al di fuori della camera da letto, evidentemente..)
...Perchè ha imparato in fretta la caratteristica più antipatica dei francesi: la merda sotto il naso
...Perchè il nome della sua nuova borsa afro che sta mettendo sul mercato è "township" (lo sai che era una township, troia ignorante? era un posto in cui bruciavano vivi i bimbi avvolgendoli nei copertoni e si moriva per la mancanza di un antibiotico...)
...Perchè questo tipo di persona si permette di dire che è contenta di non essere più italiana, e non che si vergogna dei politici italiani.
Sinceramente, da italiano incazzato e scandalizzato per la cialtroneria, arroganza e ignoranza dei miei politici, mi auguro che quando la signora Sarkozy rimetterà piede in Italia sia presa a sputi in faccia.
A VOLTE RITORNANO!
Tante, troppe cose...chissà che non riesca, prima o poi, a dare una ramazzata a questo sgabuzzino..
un pensiero mi ronza in testa:
SE VA AVANTI COSI' HO PAURA CHE QUANDO QUALCUNO ARRIVERA' E MI DARA' UNA PACCA SULLA SPALLA, DICENDOMI "BRAVO, HAI VINTO!", NON ME NE FREGHERA' PIU' UN CAZZO E MI SARO' DIMENTICATO TUTTO...
Fingo di essere da Vespa (brrrr....)
e rispondo al post di Monsieur Dosto...
"Io auguro alla Sinistra italiana (arcobaleno, o monocolore, bicolore, tricolore...) di sapersi "rifondare" davvero, ritrovando le sue radici dalle quali deve ripartire per rinascere evolvendosi e trasformandosi in qualcosa di altro e che adesso, certamente, non è"...
Se veramente vuoi questo non puoi sicuramente votare quelli che hanno permesso da 15 ANNI a uno che in Svizzera non avrebbe trovato posto neanche come netturbino (per paura che rubasse la spazzatura) di G-O-V-E-R-N-A-R-E !!! E' questo il tranello, da cui dobbiamo uscire..Questa gente (Dalema, Fassino, Rutelli, LaTorre, Polito etc...) è in vita grazie a LUI (anche tu lo scrivi: quale altro motivo ci sarebbe di votarli)...viceversa, se non ci sono più loro, non c'è più lui (con una sola fottuta legge avrebbe smesso di esistere...)
Bisogna cacciare queste persone. Ho raggiunto la conclusione di provare più ribrezzo per loro (schifosi e luridi ipocriti e falsi, solidali a votare l'indulto per i vari furbetti e colletti bianchi, tutti in piedi ad applaudire Mastella quando citava NERUDA!!!), che per lui (pescecane e criminale di lungo corso)....
non andare a votare.
pensaci! pensateci!!
LUNA...(PRIME IMMAGINI DALLA:::)
que pasaria si nunca muero, y no tuviera la oportunidad de nacer de nuevo??

V-DAY
Onorevole Casini,
L'Italia e' un paese malato. Io sono spesso all'estero. Tanti ne parlano male. L'ho sentita parlare: hanno ragione. Uno dice "Questa automobile e' bella, ma questo color prugna e' inguardabile. Bisogna cambiare il colore". Subito inizia la logorrea sulla storia dell'automobile, sulla composizione fisica della luce, sulla percezione delle particelle nello spazio, sulla filosofia dei sensi, su cosa avrebbe detto Epicuro piuttosto che Enzo Ferrari. Cazzate. Casini capisci? Il problema non e' la democrazia italiana: il problema e' il tuo stipendio. Va tagliato. Il problema e' che tra dieci anni vedremo ancora la tua faccia in giro. Devi andartene prima. Come ha fatto Tony Blair. Come succedera' tra pochi mesi, per legge, all'uomo piu' potente della terra, il presidente americano. Come avverra' puntualmente per il primo ministro irlandese Bertie Ahern. Come avviene in Svezia e Danimarca. Devi tornare al lavoro. Ce l'hai un lavoro? Trovalo. Non voglio mantenerti tutta la vita. Alzarmi alle sei del mattino per pagarti l'auto blu. Non ne posso più. Il problema sono i tuoi colleghi pregiudicati in parlamento che fanno leggi che mi riguardano. Il problema sono i centenari al Senato che decidono per i figli della mia generazione: loro cento anni, i nostri figli quattro. Casini smettila di sproloquiare. Di parlare di democrazia a rischio, del fascismo che avanza, dell'antipolitica. Il problema e' semplice: no ai fuorilegge che fanno le leggi; no ai politici di professione senza scadenza di mandato; no all'indicazione dei candidati dalle segreterie dei partiti. Il mio candidato voglio sceglierlo io, non Buttiglione. Voglio decidere io chi mantenere per i prossimi dieci anni. E voglio un rigoroso controllo su cosa fa con i miei soldi. I miei soldi, Casini, i pochi soldi che guadagno io, in virtù di un contratto precario (sono precario dal giorno della laurea, 8 anni fa), senza certezze per me e la mia famiglia, per il presente e tanto meno per il futuro. E' abbastanza chiaro? E' un concetto semplice, alla portata persino di Veltroni.
RIFLETTERE
Ad oggi ho un punto di vista in più, quello di mia moglie.
Ma pure il mio è cambiato. Sono ufficialmente un diverso.
Marito di una donna extracomunitaria...
Respiri l'ostilità delle istituzioni, quando chiedi informazioni, quando aspetti per ricevere le carte, quando fai la fila per ore all'aperto, con qualsiasi condizione meteorologica, quando scopri che la tua attesa era inutile, ma nessuno si prende la briga di darti la benchè minima informazione.
Quando fai lo spelling del cognome di tua moglie per fissarle un appuntamento per una visita ginecologica, visto che è al sesto mese di gravidanza, e nessuno, consultori e ambulatori e ospedali, nessuno ti dà la benchè minima disponibilità, e ti dicono che è meglio andare privatamente, o rivolgersi ai centri di assistenza per donne immigrate.
Udite Udite, è vero. Siamo un paese profondamente razzista.
E il bello è che cerchiamo di negarlo.
E' Razzismo bipartisan...
Sulla Repubblica, giorni fa, leggo questo:
A Marsciano dopo l'omicidio di Barbara Cicioni paura e accuse agli stranieri
"Le badanti sanno cosa c'è nelle case e lo dicono ai loro uomini"
...Nauseabondo...
CARTOLINA

RIFLESSIONI
Orsù, diciamola tutta:
non fosse per le nefasterrime conseguenze di ciò che è successo, il sorriso spunterebbe.
Vedere la quintessenza vivente della cialtronaggine dei personaggi che hanno gestito la cosa pubblica nell'ultimo decennio:
1) Quello che per primo un decennio fa ha avuto la possibilità di risolvere la questione del conflitto di interessi e non ha fatto nulla.
2) Quello che, per citare Travaglio, è salito al Governo con le pezze al culo ed è uscito ricco.
3) Quello che la base di Vicenza è un problema urbanistico, e poi non si può fare un torto agli americani.
4) Quello che a Kabul si deve restare per ottenere il seggio permanente al Consiglio di Sicurezza
5) Quello che da politico prima e ministro poi ha sponsorizzato fortemente la Banca del Salento, che promuoveva simpatici piani di accumulo-capestro per pensionati (my way..chissà come mai nessuno ne parla piu? mah..) ..
6) ...(Aggiungetene qualcuna voi)...
Vedere questo personaggio fare una delle più immense figure di merda delle ultime legislature, non può non far sorridere.
Ma adesso sono cazzi. duri. durissimi....

Sono assolutamente sconvolto, e felice, credo.
E innamorato, si capisce?
MA VESPA NO, EH???
Era una bella serata settembrina, di quelle che quando prendo la Vespa sono contento di mettermi il giubbottino di renna perchè l'aria si è finalmente rinfrescata, alla fine di una torridissima estate milanese.
Correva l'anno 2003. Avrei voluto essere presente a tutte le serate di uno dei pochi avvenimenti culturali decenti di questa città di alienati, il Milano Film Festival, ma come succede sempre, il mio lavoro, che mi catapulta continuamente in giro, non me lo permette. Però stasera ci sono, i corti sono belli, e tra una proiezione e l'altra si esce fuori. C'è un bar, musica reggae, un sacco di ragazzi e ragazze. Non le solite facce. Si sentono parlare tante lingue straniere.
L'evento è seguito più dagli stranieri che dai milanesi. Fatto significativo.
Ricominciano le proiezioni, mi affretto verso la sala. Mentre cammino nel corridoio vedo scorrere di fianco a me delle immagini in bianco e nero. Cammino un pò, prima di bloccarmi davanti ad una bella donna che mi guarda con due occhi nerissimi. Non ho altri aggettivi: è stupenda, e giovane, con il suo bimbo attaccato al suo piccolo seno.
Allora ripercorro quel corridoio, dimentico le proiezioni e mi immergo in quelle immagini, e nei testi che ne fanno da didascalia, riferimenti a libri mai letti, e poi...che nome impossibile!
Ryszard Kapuscinski . Lo scrivo sul biglietto di ingresso.
Oggi perfino il corriere lo sbaglia quel nome, qui.
Se n'è andato.
I suoi resoconti (non sono romanzi) "Ebano", "La prima guerra del footbal ed altre guerre di poveri "e "Negus" mi sono entrati nell'anima.
Uno che aveva una passione, e che in nome di quella ha messo in gioco tutto. Uno che ha visto e vissuto l''Africa (e non adesso, ma negli anni 60, anni da incubo per un bianco da quelle parti...)non dalla suite del Grand Hotel, ma dalla palafitta sul fiume, tra i reietti, i disperati, i faccendieri, le puttane e gli alcoolizzati. I suoi veri abitanti.
Uno che ha rifiutato di ritornare in patria e ha scelto di curare la sua tubercolosi nel più lurido ospedale locale, per raccontare.
Uno che così non ce n'è più.
Uno che se penso a Vespa o Rossella o Feltri mi viene da piangere.
Spero sinceramente che nè Tg1 nè Tg5 ne parlino oggi.
il giardinone
Only poor boys take a chance,
On the garden's song and dance,
Feel her flowers as they wrap around,
But only smart boys do without...
Non ho ancora capito se sono un poor o uno smart boy, probabilmente più povero che intelligente. Pertanto mi tocca andare a verificarlo, scioperi e polonio permettendo...
Parto per il mio giardino privato (che non è, purtoppo o per fortuna, lo stesso di Axl Roses...)...
Cambio emisfero, e il sitorno sarà a tempo meno determinato del previsto.
Mi aspettano un estatona torrida e umidissima, fiori, vegetazione tropicale, una donna pronta con un cappio...
seguono (spero) immagini.....
Buon Natale, Babbi!
p.s. salutatemi Scaramella!
RESISTERE
...Alla faccia di Dan Brown, di Ken Follet e di tutta la letteratura da Esselunga/Autogrill....

MANGILY , Madagascar 15/04/2005
Non so più definire questo posto. So che lo rivedo sempre con grande gioia. In questi 5 anni di Madagascar è stato per me il luogo dove riposare dopo viaggi massacranti, o dove fare lunghe e pazzesche baldorie durante intere settimane di festa. Ora al mio arrivo qui vivo le sensazioni di un ritorno a casa.
A casa ti aspettano le persone a cui vuoi bene e quelle che ti hanno fatto soffrire. Gli odori, i sapori, e i rumori a cui sei affezionato. E così è per me ogni volta di più quando arrivo a Mangily.
Entrano in ballo cose belle e cose dolorose. Le cose belle sono l’allegria e la felicità (e chi è mai stato in Africa lo sa) di chi non ti vede e non ti sente da mesi ma ti tratta come se tu fossi sempre stato là e ti conoscesse da sempre. Le cose dolorose sono la durezza e crudezza di una realtà difficile che inizi a conoscere a fondo e più ne fai parte e più ti rendi conto di quanto faccia male. In virtù di ciò ti cresce dentro un sentimento di apparente distacco, cosa che peraltro è stata causa di confronti e discussioni con i miei compagni di viaggio che non sono familiari a queste situazioni. Personalmente credo che in ogni caso l’essere un po’ più “duro” e distaccato sia una condizione indispensabile per comprendere ed apprezzare non più da turista quanto mi sta intorno.
Sono partito con Zuleika. Nel bene e nel male un personaggio.
Una scommessa. Un modo per capire chi è veramente. In profondità. Finora le cose sono andate sorprendentemente bene. Siamo partiti ubriachi da Malpensa. L’aereo era semivuoto. Decollo alle 19.30 e arrivo alle 5.30 del mattino. A metà della nostra bisboccia che celebrava la nostra tanto sognata partenza siamo stati abbordati da una “hippy” romana scoppiata che cantava e ballava ubriaca per il corridoio dell’aereo. Ha cantato e ballato per gran parte della serata e della notte, fino a venire ripresa dal serafico personale dell’aereo. Ad un certo punto si leva la maglietta e mi intima di guardargli le tettone flaccide, tenute pateticamente su da un push up di 3 misure più piccolo. Lo sguardo mi cade tristemente sulla sua panza da alcolista, suscitando le sue ire e l’ilarità dai (fortunatamente) pochi passeggeri presenti al siparietto. Zuleika, anche lei notevolmente ubriaca, improvvisa un veloce strip rimanendo in slip e magliettina per poi sfuggire dalle grinfie dello steward incazzato e buttarsi ridendo sotto la copertina dell’Air Madagascar.
La mattina all’alba (ovviamente) non sta bene. Sbarchiamo dall’aereo e siamo subito in ballo con un visto troppo corto, dei cognomi sbagliati sui biglietti di andata e ritorno per l’Italia e sul volo interno, che parte nel giro di mezz’ora, un tizio che chiede soldi per cambiarci il visto e spostare la data del biglietto di ritorno, insomma il solito delirio quando si sbarca in questo paese anarchico.
E’ il Madagascar. Saliamo sul volo che va a Tulear, facendo scalo a Fort Dauphin. Zuleika vomita sulla scala dell’aereo e a bordo riempie vari sacchetti…
Atterriamo a Fort Dauphin ammirando il panorama mozzafiato di lingue di terra e montagne che emergono dall’acqua e di tutte le sfumature del verde e del blu. Durante lo scalo all’aeroporto (una baracca) ci difendiamo dal caldo torrido sorseggiando Coca calda in una bettola molto pittoresca che è il bar dell’aeroporto, siamo circondati da pescatori seminudi che cercano di venderci ceste giganti di aragoste e di pesci. Sulla faccia mi si stampa un sorriso infinito, figlio anche dei postumi della sbronza e dei pochi minuti di sonno. Rido pensando alla follia degli ultimi pienissimi giorni prima della partenza e alla distanza di questo baraccamento in cui brulica ogni tipo di attività lecita e non dai nostri asetticissimi aeroporti. Zuleika vomita il Gran Marnier sorseggiato a fine nottata. Sbarchiamo finalmente a Tulear e troviamo sorprendentemente ad aspettarci in aeroporto Paolo e Renato, i nostri compagni di viaggio per 10 giorni. Sono in Madagascar da una settimana. Ci salutano raggianti con molto affetto. Salutiamo Guido, compagno di viaggio in questo tormentato volo interno (ha fatto anche un po’ da infermiere e preso un po’ per il culo la Zu che l’ha salutato vomitando…) , un personaggio da Cabaret. Usciti dall’aeroporto ci immergiamo subito (ed era ora!!) nei colori del Madagascar. Raggiungiamo Mangily con una specie di veicolo a 4 ruote non definibile come automobile, percorrendo 30 km in quasi due ore e bucando inevitabilmente una ruota (secondo me ci è andata fin troppo bene!). Ritrovo Amina, una ragazza di qui che conosco da due anni, che mi fa scene di gelosia quando mi vede con Zuleika.
Ci metto ben poco a rilassarmi. Tutto va bene. Amina è splendida, piace tantissimo ai miei amici. Si è fatta tantissima festa in questi giorni così pieni di gioia. Giornate a pescare a bordo della lakana (piroga a vela col bilancere) di Daniel (uno dei migliori “Capitain” di Mangily, nella foto), festa e brindisi e innumerevoli bottiglie di birra THB (la mitica Three Horses Beer) e bicchieri di Rhum arrangée allo zenzero dalle notevolissime caratteristiche afrodisiache. Festa in mezzo ai malgasci, agli europei trapiantati qui, festa in mezzo a donne, anziani e bimbi (ovviamente sempre tantissimi). Canti e musica tutto il giorno, serate dimenandosi al ritmo dello Zapike, il ballo locale del Sud del Madagascar, quanto di più pazzo e sessuale abbia mai visto.
..CONTINUA QUI, CON TANTO DI IMMAGINI...
…Gestaccio a Milano, al freddo, al software e alla statistica.
Il mio desktop è questo (e infatti non riesco a combinare un cazzo!)…..
BARI - IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Insomma, il Nostro, reduce da postumi da milanesite acuta,
accusando forti attacchi (tipici di questa malattia) di pessimismo cosmico,
nervosismo, inappetenza, aggressività ingiustificata verso sconosciuti,
fretta immotivata, sta meglio.
In particolare una frase, pronunciata dall'Amministratore Delegato nel bel mezzo di una noiosissima riunione finalizzata alla stesura del piano industriale, è stata il principio della sua guarigione:
.."LA MORT DU PUL'P IE' LA CPOD"..
E' dall'estremo dono della sintesi che si riconoscono le persone di valore, che non per nulla ricoprono meritatamente incarichi direttivi....
FULL-TIME
Stress. Frustrazione, e agenda stracolma.
In ogni pagina lo stesso impegno:
SMETTI DI FARE IL COGLIONE E DI PRENDERTI SUL SERIO!
Provo a stare per un pò in vacanza da me stesso.
Il mare, il pesce, il vino bianco e il caldo torrido aiutano!
E poi mi parli di una vita insieme
di una casa di bambini
del nostro amore
e di me che vado a lavorare
Ma che ne sai tu
di un mondo
che si può vivere
soltanto se stai attento
a dove metti i piedi
e ogni volta
che usciamo
mi dici che tuo padre
vuole sapere
che cosa intendo fare
Ma che ne sa lui di fare
se tutta la vita
non ha fatto altro
che stare a guardare
Io vorrei che tu
che tu avessi qualcosa da dire
che parlassi...di più
che provassi una volta a reagire
ribellandoti a quell'eterno incanto
per vederti lottare
contro chi ti vuole
così innocente e banale donna
donna sempre uguale donna
donna per non capire donna
donna per uscire
donna da sposare
No senti
stammi a sentire un po'
non è te che detesto in fondo sai
la colpa non è tua
la verità è che al mondo
tu servi così
Vasco Rossi
"E poi mi parli di una vita insieme "
Disfare e preparare i miei bagagli. Il disordine e le finestre sempre spalancate di una casa riempita sempre da qualche ospite, fratello, amico o parente.
Bagagli per il lavoro, attrezzature da alpinismo, mercanzia proveniente dall’Africa.
Agosto in viaggio, prima dell’alba, sapendo che l’unica aria fresca della giornata mi avrebbe svegliato nel tragitto verso l’aeroporto, una cima o un ghiacciaio.
Agosto andando a dormire molto presto, in attesa di una sveglia che avrebbe suonato a metà nottata, o tornando a casa a giorno fatto.
Agosto tra la gente, gli amici, in pace, in mezzo a tanti, tantissimi incredibili, perfetti sconosciuti.
Agosto faticoso ma con il cuore caldo e sorridente, tra la natura, gli amici, i cari e il mio amore che cresce.